La Vallecamonica si è tanto battuta, in questi anni, a favore di una legge che restituisse al territorio una cospicua somma derivante dalle assegnazioni delle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche. Una legge che il Consiglio regionale aveva approvato a fine marzo e che, ora, potrebbe finire per essere affossata dal Governo.

Il Consiglio dei Ministri ha infatti impugnato la legge che prevede il versamento al territorio camuno (che con le sue 86 centrali è quello più sfruttato da questo punto di vista in Lombardia) dell’80% degli oneri di concessione, vale a dire 6 milioni di euro che la Valle potrebbe impiegare in opere strategiche per ridurre lo spopolamento e che diminuirebbe uno scarto economico che ha visto il nostro territorio penalizzato negli anni.

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Pubblicato da Massimo Sertori su Venerdì 5 giugno 2020

“Non sono assolutamente meravigliato”, ha commentato Massimo Sertori, assessore regionale alle Risorse Energetiche, “evidentemente c’è chi sta dalla parte dei territori e chi dei concessionari”. “Una brutta iniziativa”, è invece il commento del camuno Francesco Ghiroldi, consigliere regionale della Lega e firmatario di alcuni degli emendamenti approvati all’interno delle legge stessa. Ora la parola passa alla Corte costituzionale, a cui toccherà esprimersi.

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