C’è anche il carciofo di Malegno tra le otto specie vegetali lombarde entrate a far parte dell’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, il registro istituito dal Ministero dell’Agricoltura per riconoscere il valore di varietà locali a rischio di estinzione o erosione genetica.

Attualmente in tutto sono 36 le risorse lombarde vegetali e animali oggi tutelate a livello nazionale.
L’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha commentato: “Iscrivere le specie vegetali a quest’Anagrafe significa non solo delimitarne l’origine territoriale e le caratteristiche distintive ma, di fatto, certificarne l’esistenza. L’Anagrafe serve a trasformare varietà che rischiavano di scomparire in patrimonio protetto e potenzialmente valorizzabile, con un ruolo che unisce tutela ambientale, identità culturale e prospettiva economica”. Le risorse iscritte possono essere oggetto di progetti di recupero, sostegno pubblico, filiere locali, percorsi di promozione e riconoscimento. L’Anagrafe diventa quindi una leva di sviluppo rurale.

Quanto al carciofo malegnese, è grazie soprattutto a una ricerca condotta dall’Università di Milano sede di Edolo, Unimont, nell’ambito del progetto Agritech Center in collaborazione con il Comune di Malegno, che negli scorsi anni sono state delineate le caratteristiche della cultivar locale, l’unica conosciuta e coltivata sulle Alpi. Il progetto ha anche portato alla creazione del liquore “Articioc” (dal nome in dialetto camuno del vegetale).

Stando agli studi, la coltivazione di tale ortaggio si andò diffondendo specie nella seconda metà del secolo XIX e agli inizi del secolo XX. “Il modello di distribuzione ha mostrato che nei prossimi decenni (2040-2060) la coltivazione del carciofo potrebbe espandersi alle Prealpi e alle Alpi lombarde. I cambiamenti climatici potrebbero favorire la diffusione del carciofo di Malegno contribuendo alla conservazione e alla valorizzazione di questa landrace e generando opportunità di reddito nelle aree montane attraverso l’esplorazione di nuove applicazioni alimentari e/o erboristiche” si legge sul sito di Università della Montagna.

L’elenco delle varietà e delle razze presenti nell’anagrafe può essere consultato su:
https://rica.crea.gov.it/APP/anb/anagrafe-nazionale-35.php.

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