L’emergenza Coronavirus nella nostra zona sta colpendo duramente il comparto turistico dell’alta Vallecamonica e quello del Sebino. La situazione si sta facendo critica, ed è molto diffusa la preoccupazione tra gli operatori.

Se nel periodo delle settimane bianche i tour operator stranieri, che da mesi avevano prenotato nel comprensorio Pontedilegno-Tonale, stanno disdicendo in seguito alle notizie degli ultimi giorni, non se la passano meglio sul lago d’Iseo, dove sono centinaia le prenotazioni cancellate da turisti italiani e stranieri: nel breve periodo sfiorano il 100%, a marzo il 90 per cento, ad aprile superano il 30 per cento. Le previsioni per l’estate non vanno meglio.

A Ponte di Legno il presidente dell’associazione albergatori Alessandro Guerini conferma che le disdette in serie arrivano almeno fino a Pasqua e hanno ormai valicato la soglia del 50%.

Sul Sebino gli fanno eco il presidente di Federalberghi Alessandro Fantini e i gestori del consorzio Lake Iseo hotels, che confermano la crisi e parlano di presenze attuali inferiori del 70% rispetto all’anno scorso.

Oltre ai posti di lavoro – e su questo aspetto gli operatori camuni e sebini sono concordi – è a rischio l’indotto generato dalla presenza di turisti nelle strutture.

Il mancato giro d’affari può essere quantificato in due o tre milioni di euro, ha affermato la presidente del consorzio Lake Iseo hotels, Antonella Pastore, chiedendo misure di sostegno e lanciando un appello agli enti locali: “Chiediamo concrete riduzioni sui tributi locali (Tari, tassa di pubblicità e Imu) e l’istituzione di un tavolo congiunto tra operatori ed istituzioni per studiare iniziative capaci di incentivare il ritorno dei turisti dopo che si sarà superato il momento di crisi”.

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