Il Coronavirus e la sanità camuna. Su questo si è concentrata la conferenza stampa tenutasi in mattinata all’Ospedale di Esine, che ha voluto ricostruire le varie fasi dell’emergenza, riconoscendo, alla luce di quanto attraversato da almeno fine febbraio ad oggi, l’enorme impegno civile, umano e professionale dell’intero sistema sanitario lombardo e, nello specifico, camuno.

“Nella nostra ASST della Valcamonica abbiamo creato da subito un comitato crisi composto dalla Direzione Strategica, dai Primari, dal SITRA, dal CIO, dalla Farmacia, dall’SPP e dal Personale Tecnico; i Direttori hanno seguito in prima persona i lavori nei vari aspetti di competenza” ha ricordato il Direttore Generale Maurizio Galavotti parlando alla stampa, citando l’impegno del Dott. Guido Avaldi per la parte amministrava, della Dr.ssa Roberta Chiesa per la parte sanitaria e dell’Ing. Maurizio Morlotti per la parte sociosanitaria.

“Con le idee espresse dai vari membri dell’unità di crisi nel dibattito quotidiano abbiamo messo in atto una serie di misure logistiche e scientifiche per adeguare i due Ospedali della Valle, di Esine e di Edolo, alla nuova situazione di emergenza” è stato affermato.

L’elenco delle misure è veramente lungo e va dall’adeguamento dei protocolli dei DPI e alla loro distribuzione agli operatori secondo il livello di rischio, fino alla trasformazione graduale dei reparti specialistici in reparti COVID fino ad arrivare, a Esine, a 156 posti letto e a 14 posti letto di rianimazione. Anche un piano dell’Ospedale di Edolo è stato trasformato in reparto COVID.

In collaborazione con Comunità Montana e BIM, sindaci, Medici di medicina generale in pensione, Alpini, Federfarma e Associazioni di Volontariato comune è stato attivato un servizio di dimissione protetta dei pazienti COVID che è stato utilizzato da più di 350 persone, è stato sottolineato da ASST, definendolo uno dei segni di grande vicinanza dei comuni agli Ospedali ed alla Sanità Camuna.

Menzionato inoltre il servizio di assistenza psicologica gratuita per i pazienti ed i parenti di persone con COVID, oltre al fatto che nei reparti si è cercato di mantenere la comunicazione telefonica tra pazienti e famiglie, grazie al personale infermieristico. Attivato anche un servizio di consulenza alle RSA di infettivologo, pneumologo e palliativista.

L’Ospedale ha assistito 1400 pazienti con patologie legate al COVID, di questi 700 sono stati ricoverati a Esine e a Edolo ed il 25% di questi cittadini vengono da Bergamo Est e dal basso Sebino.

“Attivato un servizio molto dinamico di esecuzione tamponi per venire incontro alle esigenze diagnostiche dei cittadini e si è affrontato, in collaborazione con Comunità Montana, BIM ed enti locali, un servizio di tamponi domiciliari” riferiscono da ASST aggiungendo: “I nostri Medici hanno studiato i singoli casi arrivando ad arricchire la terapia con farmaci che hanno ridotto le complicanze e migliorato la storia naturale della malattia. Inoltre il Pronto Soccorso ha istituito un’importante modalità di collaborazione con i medici di base.

Nel corso del riepilogo non si è tralasciato l’aspetto delle donazioni fatte sin dall’inizio dell’emergenza da cittadini e dagli imprenditori della Vallecamonica che, tra singole somme di denaro e donazioni di materiali, hanno superato i 2.500.000 euro: “Un’ulteriore manifestazione del grande cuore camuno” hanno affermato i dirigenti “Questa esperienza drammatica ha evidenziato i sentimenti positivi della solidarietà, dell’alleanza dell’amore, dell’unità di intenti, della lotta comune per la sopravvivenza che sono le caratteristiche del popolo camuno che da millenni abita questa vallata”.

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