L’incontro avvenuto mercoledì scorso al Bim tra Sandro Bonomelli, presidente della Comunità Montana, e Giovanni Signer, neo questore di Brescia, in occasione del rinnovo dell’accordo per l’Ufficio Passaporti a Darfo, ha riservato un’altra notizia.

Parlando con Signer, infatti, il presidente dell’ente comprensoriale ha rivelato l’intenzione di far diventare la Vallecamonica “la prima vallata alpina che utilizza una mobilità pubblica green e sostenibile attraverso il treno ad idrogeno”. Un’ambizione più che un progetto, dal momento che questa tecnologia deve ancora arrivare in Italia (si parla dell’anno prossimo per i primi passi).

L’idea di Bonomelli, però, è quella di costruire intorno al trasporto pubblico un servizio che punti più in alto, che permetta di raggiungere l’alta Valle da Milano in poco più di due ore. In effetti, l’arrivo della metropolitana leggera che da Brescia porterà i passeggeri fino ad Iseo con treni ogni mezz’ora e soprattutto il collegamento con la stazione di Rovato potrebbe permette di ridurre i tempi di percorrenza.

Un’idea, questa, che farebbe parte del progetto di razionalizzazione del sistema di trasporto pubblico camuno e sebino, coinvolgendo anche i traghetti del lago d’Iseo. Si andrebbe a creare così una filiera dell’idrogeno, che prevederebbe la realizzazione di una centrale ad idrogeno in Valle, per rendere autonomi i mezzi pubblici. Gli enti comprensoriali ci credono ed hanno già iniziato a muoversi in questa direzione, candidando l’intervento sul Recovery Fund dell’Unione Europea e avendolo già presentato alla Regione.

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