Paolo Trotti, responsabile del Centro Recupero Animali Selvatici del Parco dell’Adamello, ha rilasciato un esemplare di nibbio bruno. Oltre al consueto anello identificativo che di norma viene applicato ai volatili in cura presso il Cras di Paspardo ed altri Centri, l’esemplare è stato dotato di un trasmettitore satellitare che consentirà di tenere traccia dei suoi spostamenti.

L’animale, di medie dimensioni, simile alla più comune Poiana, era stato ritrovato il 7 luglio scorso sulle rive del lago d’Iseo, a Toline di Pisogne, da due ragazzi, che l’hanno prontamente consegnato al Centro con un trauma alla testa ed estremamente debilitato. Si pensa che possa aver urtato con i cavi delle linee elettriche o aver subito un’interazione intraspecifica, in seguito alla quale era finito in acqua, riuscendo però a portarsi a riva.

Dopo le cure del caso, il nibbio si è ripreso molto bene ed è stato valutato dal personale del Cras del Parco dell’Adamello pronto per ritornare in natura. Prima del rilascio proprio nel medesimo luogo del ritrovamento, è stato inanellato e sono state prese tutte le misure biometriche, dalle quali è emerso che questo esemplare potrebbe avere almeno 3 anni di vita. Inoltre è stato dotato di un trasmettitore satellitare GSM (Home – Techno Smart) del CNR per l’approfondimento delle conoscenze in merito alle rotte di migrazione seguite dalla popolazione prealpina di nibbio bruno per raggiungere il continente africano.

Dall’apertura del CRAS del Parco dell’Adamello a oggi, questo è il primo animale dotato di tale dispositivo. A oggi, al Centro sono stati consegnati quasi 600 animali di varie specie tra cui ungulati (cervi e caprioli), rapaci (civette, allocchi, gufi comuni, poiane, sparvieri…), svariate specie di passeriformi e altri mammiferi (ricci, volpi, tassi, faine, lepri…): si tratta di un numero in costante aumento.

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