Siamo abituati a pensare alla lentezza come a qualcosa che possiamo permetterci quando abbiamo tempo.

Una vacanza. Un fine settimana. Qualche giorno lontano dalla solita routine.

Ma cosa succederebbe se iniziassimo a creare piccoli momenti di lentezza dentro le nostre giornate normali?

In questa puntata parliamo di cosa accade alla mente quando può staccare dalle richieste continue, di mind wandering e di perché alcune pause possono favorire recupero, nuove connessioni e creatività.

E poi lo sperimentiamo. Con una tazza di caffè. Una passeggiata. Una conversazione.

Cinque minuti nei quali scegliere di esserci davvero, mettendo in pausa tutto il resto.

Perché forse il punto non è avere più tempo. È imparare a vivere meglio quello che già abbiamo.

Rosalia Consoli felicitatrice di Giorni Felici e Sente-Mente Modello negli studi di Radio Voce Camuna Lunedì 14 settembre alle ore 8:00 (in replica giovedì 17 settembre alle 16:15 ) ha affrontato insieme a noi il tema della lentezza:

Rosalia Consoli

La lentezza ci rende felici.

Rallentare i ritmi abbassa i livelli di tensione e aiuta a vivere il presente con maggiore consapevolezza.

Il già citato mind wandering (la mente che vaga liberamente) stimola nuove connessioni e idee.

Dedicare tempo a gesti semplici,

restituisce valore alle relazioni e ai dettagli quotidiani.

Il filosofo e antropologo francese Pierre Sansot è universalmente riconosciuto come il teorico e il “filosofo della lentezza“, grazie al suo celebre saggio Sul buon uso della lentezza. 

Professore di filosofia e antropologia francese, scomparso nel 2005,

ha dedicato la sua riflessione a rivalutare il ritmo lento della vita come forma di resistenza contro la frenesia, l’iper-efficienza e l’ossessione per la velocità imposte dalla società moderna.

 Per Sansot la lentezza non è pigrizia, ma una scelta consapevole per riconnettersi con se stessi,

godere della solitudine, osservare il mondo e assaporare il tempo e lo spazio che ci circondano.

Prendersi il tempo di ascoltare chi ci sta accanto, di meditare bevendo un bicchiere di vino, di aspettare,

e persino di annoiarsi, di sognare, di scrivere.

Concedersi il lusso più grande di tutti: il dolce far niente.

Ne siamo ancora capaci?

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