Formula inedita, quest’anno, ma comunque sentita, per la commemorazione della figura del dottor Giuseppe Camadini, a 89 anni dalla sua nascita e ad otto dalla sua scomparsa (10/06/1931 – 25/07/2012).

Il notaio di origini selleresi verrà ricordato grazie all’iniziativa organizzata dalla Fondazione Tovini d’intesa con l’Opera per l’educazione cristiana, l’Istituto Paolo VI, l’associazione Arte e spiritualità, la Fondazione Banca San Paolo e l’editrice La Scuola. Il tempo che stiamo vivendo ha ovviamente imposto delle modifiche a questo tradizionale appuntamento, in programma mercoledì: la messa verrà celebrata in forma privata presso la Famiglia Universitaria della Fondazione Tovini.

La partecipazione diventerà invece collettiva alle 20.30 su Teletutto (canale 12). Dopo il saluto di Michele Bonetti, presidente della Fondazione Tovini, spazio all’intervista del direttore dell’emittente bresciana Nunzia Vallini al cardinale Giovanni Battista Re, Decano del collegio cardinalizio.

Giuseppe Camadini, per usare le parole del cardinale camuno, cui era legato da profonda amicizia, “era uomo di fede e uomo di azione, è stato un punto di riferimento per la Brescia cattolica e anche per la Brescia civile. Ha lasciato un segno su entrambi i versanti”, ricorda Re, definedo Camadini “un laico che si è impegnato a favore della Chiesa e che si è impegnato anche a favore del bene della società, in continuità con la grande tradizione cattolica bresciana iniziata a fine Ottocento con figure come quella di Tovini, faro di orientamento per Camadini stesso. Un personaggio da ricordare con gratitudine, che nella sua vita, con stile sempre discreto ma efficiente, ha svolto un ruolo notevole in un orizzonte vasto che va dall’economia alla finanza, dall’impegno educativo a quello culturale e sociale”.

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