Moderno, più accogliente ed immerso nel verde. I soldi spesi per ristrutturare il Rifugio San Fermo di Borno, chiuso da tre anni, sono stati spesi bene: la struttura, inaugurata a fine giugno con una grande festa, ora è dotata di una nuova ala, che ha ampliato la sala pranzo fino ad accogliere 40 persone. Le due camerata al piano superiore, invece, arrivano ad accogliere 25 persone.

Sistemate anche le fondamenta, la movimentazione della terra: opere aggiuntive che hanno fatto lievitare il costo iniziale dell’opera, che ammontava a 150mila euro. In tutto, invece, ne sono stati spesi ben 400mila: 70mila sono arrivati dal Cai Nazionale su richiesta della sezione di Borno, che gestisce la struttura, 50mila dal Comune, una parte dal rifugista e dall’anticipo di dodici anni di affitto. 180mila euro, infine, sono giunti da Romain ed Helene Zalesky, che per questo sono stati nominati soci onorari del Cai Borno.

Il rifugio, ora dotato di una cucina alberghiera, di docce, di pannelli solari e di un generatore, è già aperto e pronto a ricevere gli ospiti ed i partecipanti delle manifestazioni estive, come la fiaccolata di San Fermo dell’8 agosto prossimo.

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