Un ponte aereo umanitario tra Kabul e Roma permetterà a un centinaio di afghani di raggiungere Edolo. La notizia era su tutti i quotidiani locali di venerdì e non ha mancato di far scaturire reazioni tra i camuni. Ovviamente i social hanno amplificato i commenti (è successo anche sulla nostra pagina).

Forse anche per questo il sindaco di Edolo, Luca Masneri, nel pomeriggio di ieri ha deciso di intervenire in diretta Facebook per chiarire alcuni punti fondamentali e spiegare le modalità di accoglienza di queste persone.

“In tutt’Italia, in almeno 6 basi logistiche militari, compresa quella di Edolo, sono in arrivo circa tremila afghani. Saranno a carico delle forze armate, poiché è stato il Ministero della Difesa a chiedere supporto. Si tratta di persone che hanno collaborato con il nostro contingente e le nostre forze armate in Afghanistan, portata in Italia per evitare la vendetta dei Talebani, poiché dal regime attuale vengono considerati dei traditori. Sono dottori, ingegneri, interpreti, autisti, personalità di un certo livello culturale, che a Kabul rischiavano la vita” ha spiegato il sindaco.

Masneri ha cercato così di smentire determinati commenti che si è trovato a leggere sotto agli articoli che riportavano la notizia dell’arrivo dei rifugiati. Al contempo ha affermato che le reazioni positive e le chiamate e i messaggi di cittadini che si sono fatti avanti per donare indumenti e ospitalità sono state di gran lunga maggiori delle critiche e delle opposizioni.

“Nessun allarmismo o commenti fuori luogo” ha chiesto Masneri “gestiremo l’accoglienza con serenità e in tutta sicurezza”. Infatti gli afghani in arrivo verranno tamponati e messi in quarantena nella struttura militare edolese e non potranno uscire né avere interazioni con l’esterno. Truppe dell’esercito sorveglieranno la base logistica all’interno, mentre l’arma dei Carabinieri gestirà la sorveglianza all’esterno dell’edificio. Della parte sanitaria e di assistenza si occuperà la Croce Rossa. Finita la quarantena e ricevute dallo Stato italiano le necessarie autorizzazioni, verrà loro riconosciuto, nell’arco di un mese circa, lo status di rifugiato politico. A quel punto gli afghani lasceranno la base edolese e saranno redistribuiti in tutt’Italia dal Ministero.

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