Ha preso il via in Vaticano il Sinodo dei vescovi sui giovani.

 

Con la Santa Messa presieduta da papa Francesco alle 10 in piazza San Pietro si è aperta l’assemblea straordinaria che durerà sino al 28 ottobre.

Sono 267 i padri sinodali e 34 i giovani fra i 18 e i 29 anni che parteciperanno come uditori. Per la prima volta, inoltre, dopo la firma dell’accordo provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese, saranno presenti anche due vescovi della Cina continentale. Il tema è “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

Si tratta del terzo Sinodo convocato da Papa Francesco, dopo i due sulla famiglia del 2014 e 2015. Esso si pone in linea con le precedenti Assemblee, il cui filo conduttore è il rinnovamento della Chiesa e della società a partire proprio dalle fondamenta: la famiglia e i giovani, che garantiscono le generazioni future.

 “È con questo atteggiamento di docile ascolto della voce dello Spirito che siamo convenuti da tutte le parti del mondo”, ha detto il Papa aprendo ufficialmente la XXV Assemblea ordinaria del Sinodo dei vescovi, citando anche Paolo VI e il messaggio che il pontefice bresciano pronunciò al termine del Concilio, l’8 dicembre 1965.

“Così ci parlarono i Padri conciliari” – ha ricordato Francesco – “La Chiesa, durante quattro anni, ha lavorato per ringiovanire il proprio volto, per meglio corrispondere al disegno del proprio Fondatore, il grande Vivente, il Cristo eternamente giovane. E al termine di questa imponente ‘revisione di vita’, essa si volge a voi: è per voi giovani, per voi soprattutto, che essa con il suo Concilio ha acceso una luce, quella che rischiara l’avvenire, il vostro avvenire. La Chiesa è desiderosa che la società che voi vi accingete a costruire rispetti la dignità, la libertà, il diritto delle persone: e queste persone siete voi”.

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