Un altro atteso appuntamento con la prosa del ciclo In tournée sta per approdare al Teatro delle Ali di Breno.

 

Venerdì 26 gennaio alle 20.30 la grande Ottavia Piccolo, in contraltare con l’ensemble dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, darà vita al racconto di Occident Express (Haifa è nata per star ferma), la storia di una nonna di Mosul che nel 2015 si mette in fuga con la nipotina di 4 anni seguendo la cosiddetta “rotta dei Balcani”, dall’Iraq fino al Baltico, percorrendo in tutto 5.000 chilometri.

Occident Express è la cronaca di un viaggio, il diario di una fuga, l’istantanea su un inferno a cielo aperto. Ma soprattutto è un piccolo pezzo di vita vissuta che compone il grande mosaico dell’umanità in cammino. Un racconto con le parole di Ottavia Piccolo – attrice che ha collezionato prestigiosi premi tra cui un David di Donatello, due Nastri d’Argento e il Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes – e la musica dell’Orchestra Multietnica di Arezzo che presenta un repertorio europeo tradizionale contaminato dalla musica del Mediterraneo.

Quella dell’anziana Haifa è una storia vera, un frammento del nostro tempo, una di quelle cose che fai senza sceglierle, perché sono loro a scegliere te. Così Haifa, una donna coi capelli bianchi, è costretta a lasciarsi tutto alle spalle e tagliare il filo della sua esistenza per mettersi alla ricerca di una meta, di un approdo, anche solo di un posto dove fermare le gambe, come le diceva la sorella quando erano piccole: “Tu, Haifa, sei nata per star ferma”. E adesso che fuggire è tutto, dalle terre aride del nord dell’Iraq fino ai ghiacci del Mar Baltico, Haifa strappa coi denti una tappa dopo l’altra, scoprendo qualcosa degli altri e di sé in questa odissea del Terzo Millennio: un racconto spietato fra parole e musica senza un solo attimo di sosta. La terribile corsa per la sopravvivenza.

Occident Express è una produzione Teatro Stabile dell’Umbria e Officine della Cultura, un lavoro scritto dal regista e drammaturgo Stefano Massini a cura di Ottavia Piccolo ed Enrico Fink, che di quest’opera è anche direttore musicale.

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