La provincia di Brescia è sempre più meta turistica.

Presentati ieri dal consigliere delegato al Turismo, Fabio Capra, insieme al dirigente Raffaele Gareri e dalla dottoressa Sabrina Medaglia i dati relativi al turismo nel 2017 elaborati dalla Provincia.

Gli arrivi sono stati 2.809.688, con un aumento di 122.009 unità (pari al 4,54%) rispetto al 2016, e le presenze, intese come pernottamenti, 10.464.921, con un incremento di 447.715 (+4,47%) rispetto ai dodici mesi precedenti.

Se l’anno scorso il bilancio 2016 era gonfiato dall’evento The Floating Piers sul Sebino, i dati del 2017 si assestano su un trend positivo pur senza eventi di tale portata.

Così, se è vero che sul lago d’Iseo c’è stata una prevedibile diminuzione degli arrivi, è altrettanto vero che essa è stata molto contenuta (-0,61%), mentre le presenze sono addirittura aumentate del 2%. Incrementi che si registrano in tutto il territorio provinciale, ad eccezione della Bassa, area da sempre altalenante quanto a flussi turistici, legati per lo più a viaggi d’affari.

Come negli anni passati i flussi dall’estero coprono oltre la metà degli arrivi (56,82%) e quasi tre quarti delle presenze (71,41%): è confermato l’andamento positivo, anche se l’incremento è stato meno massiccio del 2016, quando l’aumento, con lo zampino di Christo, si attestò sul 12,3%.

Gli stranieri calano leggermente solo a Brescia. tra le nazionalità più rappresentative si contano tedeschi (13.890) e francesi (12.204), ma gli israeliani sono quelli che si fermano di più in albergo o in altre strutture ricettive della città (31.740 presenze). Tra gli hotel crescono gli arrivi tra quattro e cinque stelle, ma il sistema extralberghiero registra numeri record: arrivi e pernottamenti, a Brescia e nell’hinterland, aumentano del 20%.

Del territorio bresciano l’area più gettonata è naturalmente quella gardesana, pari al 65,66% del totale provinciale.

La Vallecamonica continua a esercitare un discreto fascino su italiani e stranieri: nonostante la flessione di Darfo (-12%), nel complesso in valle crescono sia gli arrivi (185.821) sia le presenze (731.303), con una media di quattro notti per pernottamento che solo Limone riesce a superare. L’ampia offerta turistica – non solo invernale – di Ponte di Legno e dintorni riesce a tenere a galla il comprensorio camuno.

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