Doveva essere il giorno della riapertura, per dare una boccata di ossigeno agli operatori del settore ed ai lavoratori dell’indotto che sono di fatto fermi da marzo 2020. Invece, a sorpresa, domenica sera il Ministro della Salute ha firmato un’ordinanza con cui rinvia ancora una volta la ripresa delle attività degli impianti sciistici fino al 5 marzo.

Una decisione arrivata dopo che il Comitato tecnico scientifico, nel pomeriggio, aveva cambiato idea sulla riapertura, alla luce di un aumento dei contagi causati dal diffondersi delle varianti del Coronavirus. “Il Governo si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori”, fa sapere il Ministero.

Il rinvio, ad ogni modo, lascia perplessi, considerata anche l’approvazione da parte del Cts solo una settimana fa del protocollo stilato dall’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari per garantire l’attività in sicurezza: tra le misure previste, il numero massimo del 30% della portata oraria complessiva degli impianti a fune e la riduzione degli accessi tramite un tetto di vendita agli ski pass giornalieri. Regole che, ora, restano al palo, ancora in attesa.

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