Una barzelletta per strappare qualche sorriso ed un lungo applauso. Si è conclusa così la messa che domenica si è celebrata sul monte Guglielmo in occasione della Festa del Redentore, che ha celebrato i 117 anni della costruzione del monumento, voluto da Papa Leone XIII, ed i 53 dalla sua ristrutturazione, voluta da Papa Paolo VI.

Oltre 400 i fedeli presenti alla messa, concelebrata dal vescovo emerito di Palestrina, mons. Domenico Sigalini, don Lorenzo Pedersoli, parroco di Zone e don Gabriele Banderini, parroco di Inzino.

“Le nostre chiese dovrebbero tornare ad essere uno spazio di contemplazione e spiritualità”, ha detto il vescovo nell’omelia, in cui c’è stato spazio anche per parlare del rispetto dell’ambiente. “Siamo tutti corresponsabili del degrado del pianeta e della malattia della montagna”, ha infatti aggiunto Sigalini, “fa impressione e non può essere un caso se il nostro Adamello negli ultimi 15 anni ha perso 24 metri di spessore del suo ghiacciaio”.

Durante tutta la giornata, numerose le presenze che hanno voluto rendere omaggio al Redentore.

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