(Alcuni dei volontari che hanno aiutato in oratorio a Niardo, con don Fabio e Mery)

Niardo e Braone tirano un piccolo sospiro di sollievo. L’allerta gialla per rischio di nuovi fenomeni intensi aveva fatto preoccupare i due borghi in balìa dei torrenti Re e Cobello e colpiti da un’alluvione 10 giorni fa. La pioggia è arrivata, domenica, ma non in modo violento e non ha arrecato alcun danno.

La situazione al Crist e in via Brendibusio sta nettamente migliorando, la strada è stata ripulita e parzialmente riaperta e pian piano chi può cerca di riafferrare la quotidianità e i propri spazi. Da qui la decisione del gruppo organizzato nell’oratorio estivo di via Falger di rallentare i ritmi e di passare il testimone al gruppo alpini di Niardo, che da questo lunedì ha dato la disponibilità a preparare un piatto caldo nella sua sede.

In parrocchia sin da subito è scattata spontaneamente la solidarietà e nel fine settimana successivo all’alluvione negli spazi dell’oratorio sono stati preparati 1200 pasti solo il primo giorno, per poi passare a 700 la domenica e stabilizzarsi sui 300/400 nel corso della settimana. Erano destinati a chi aveva dovuto lasciare la sua casa, a chi non aveva acqua e gas e anche alle tante persone che erano accorse per aiutare a spalare fango e pulire.

Tutto questo è stato possibile grazie a un’ottima rete di volontari – coordinati dall’instancabile Mery con il supporto di don Fabio Mottinelli, parroco di Niardo e Braone e di Ivan Markus per il Comune – e all’enorme generosità giunta da ogni dove. Cibo, acqua, frutta e tanti altri beni sono stati donati da aziende o privati che volevano aiutare gli alluvionati.

I sacchetti con il cibo ogni giorno venivano caricati su trattori e pick up – a loro volta messi a disposizione da volontari – e donne e ragazzi passavano per le vie in cui si stava lavorando per portare ristoro con panini, caffè, frutta, qualche torta fatta in casa, addirittura pizze.

I volontari domenica pomeriggio hanno ringraziato tutti i niardesi e braonesi per averli accolti sempre con un sorriso, anche in una situazione così devastante. Il parroco e Mery hanno espresso gratitudine, inoltre, a tutte quelle persone che, anche solo per qualche ora, o per giornate intere, si sono messe a disposizione. “Aiutare gli altri ci ha permesso di aiutare noi stessi in un momento pesante e doloroso per tutti” ha dichiarato Mery.

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