E’ ormai una certezza: nel Bresciano, ma anche in tutta Italia, il numero di contagiati da Coronavirus è ben maggiore rispetto ai dati che sono comunicati ufficialmente. Alle cifre che leggiamo ogni giorno, infatti, vanno aggiunti non solo coloro che non hanno mai effettuato il tampone e che non sono mai stati ricoverati, ma anche i cosiddetti asintomatici, ovvero persone che, affette dal virus, non hanno presentato o non presentano i sintomi del Covid-19.

Sono proprio loro la vera incognita di questa emergenza: persone che, seppur con una carica infettiva minore, costituiscono comunque un rischio per chi li circonda. A confermare ciò il fatto che gran parte dei contagi avvenga tra conoscenti e soprattutto all’interno dei nuclei familiari.

Una consapevolezza che si affianca al fatto che il numero di positivi totali in provincia di Brescia sia di molto superiore alle cifre ufficiali: diversi studi sostengono che in questi tre mesi di pandemia il numero di bresciani infettati si sia aggirato intorno ai 190mila. In altre parole, il 15-20% della popolazione.

Di queste 190mila persone, però, solo il 20% avrebbe manifestato i sintomi del Covid-19 (ovvero tosse, mal di gola, febbre, bronchite e difficoltà a respirare); gli altri avrebbero continuato a vivere la loro vita come se nulla fosse. Secondo altre stime, inoltre, i bresciani attualmente positivi sarebbero tra i 13mila ed i 25mila: cifre ancora altissime, che giustificano la necessità di non abbassare la guardia e di continuare a rispettare le regole, in primis il lavaggio delle mani ed il distanziamento sociale.

Anche per questo Emilio Del Bono, sindaco di Brescia, dopo le immagini circolate venerdì sera e che hanno suscitato non poche polemiche, ha deciso di chiudere nel fine settimane dalle ore 21:30, Piazza Arnaldo, luogo di ritrovo di numerosi giovani.

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