Nell’incendio che si è consumato sabato pomeriggio sopra Piazze di Artogne, fondamentale è stato l’intervento dei volontari dell’Antincendio Boschivo della Comunità Montana, sempre pronti a recarsi là dove le fiamme rischiano di divorare ettari di bosco e danneggiare le vicine case.

Nel corso della stagione andata dal 1° luglio 2019 al 30 giugno 2020, fanno sapere proprio dall’Aib, sono stati in tutto cinque gli incendi per cui sono stati chiamati, per un totale di 1,53 ettari di territorio colpito. 181 le ore impiegate e 32 i volontari, in sette gruppi.

Numeri bassi, dovuti soprattutto a due motivi: da una parte la pandemia, che ha costretto le persone a circolare di meno, dall’altra gli effetti del lavoro di prevenzione e repressione che in questi anni è stato portato avanti.

I casi più eclatanti sono stati quelli di Corteno Golgi l’8 aprile 2020, quello in località Planas ad Edolo l’11 aprile e in Val Finale (tra Edolo ed Incudine) il 10 marzo. La causa è sempre stata riconducibile a sterpaglie bruciate ed alle fiamme che hanno preso il sopravvento.

La natura colposa dei roghi in Vallecamonica è sempre più diffusa, rispetto a quella dolosa: anche per questo si raccomanda attenzione e prudenza quando si accende un fuoco per la ripulitura dei boschi. Nel 2021, invece, gli incendi sono stati pochi, tutti di natura colposa.

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