L’anno appena trascorso ha segnato un preoccupante incremento di incendi boschivi in tutta la provincia di Brescia.

Nel 2019 il totale di roghi è stato di 63, contro i 15 del 2018, per un totale di 153 ettari bruciati (erano stati 89 l’anno precedente). In questo resoconto fornito dalla Regione Lombardia la Vallecamonica ha purtroppo una posizione di spicco: in un anno si sono verificati ben 14 roghi, contro i due del 2018, mentre gli ettari andati in fumo sono stati 14 (solo uno l’anno prima).

Tra le località più colpite, Creeolone di Ossimo (tre ettari bruciati il 15 marzo), Saviore dell’Adamello (3 ettari andati in fumo il 7 giugno) e la località Guspessa a Cortendolo (due ettari distrutti il 30 marzo). Non se l’è passata bene neanche il Sebino, con cinque incendi e tre ettari bruciati (in particolare a Clusane d’Iseo, al Lido Belvedere ed in via Mirabella).

Anche a causa di questi numeri, la Provincia di Brescia risulta essere la prima a livello regionale per roghi boschivi: tra le cause spiccano quelle naturali, come i fulmini o la presenza di materiale secco e facilmente infiammabile, disattenzioni causate dall’uomo ed il dolo.

Da ricordare, però, anche chi lavora per spegnere gli incendi: 283 i Vigili del fuoco intervenuti, 611 i volontari dell’antincendio boschivo, 23 gli uomini del personale dell’ex Corpo Forestale, grazie a cui i roghi sono stati domati prima che si espandessero.

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