Il presidente della Provincia di Brescia, Pierluigi Mottinelli, ieri si è presentato a Palazzo di Giustizia.

Indagato per peculato continuato, ha chiarito la sua posizione davanti al pm Ambrogio Cassiani.

L’accusa è che la vettura che l’ufficio di presidenza della Provincia aveva preso a noleggio per finalità istituzionali sarebbe stata usata da Mottinelli per scopi personali.

L’inchiesta ha preso le mosse da un esposto presentato in Procura nel 2015, dopodiché gli accertamenti giudiziari delegati per competenza territoriale ai carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Breno avrebbero appurato che, dal febbraio del 2016 e fino al 31 gennaio scorso, Mottinelli si sarebbe servito dell’automobile di rappresentanza per gli spostamenti dalla sua abitazione, situata a Stadolina di Vione, fino al Broletto, a Brescia, e ritorno.

Secondo quanto affermato dallo stesso Mottinelli, la scelta di usare quell’auto è stata fatta nella massima trasparenza.

Il politico camuno fin da subito si era detto sereno, spiegando di aver sì usato l’auto noleggiata dalla Provincia per il tragitto casa – lavoro, ma “sgravando l’ente pubblico dal costo infinitamente più consistente di assumere un autista dedicato”.

Ora la parola passa al sostituto procuratore Ambrogio Cassiani che potrà decidere di archiviare l’inchiesta oppure depositare la richiesta di rinvio a giudizio per il presidente della Provincia di Brescia.

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