Sono già sei gli incidenti mortali che si sono verificati nei primi mesi dell’anno nella nostra provincia: tre a gennaio e tre a febbraio. Di questi, la metà sono accaduti in Vallecamonica: uno in centro a Berzo Inferiore (vittima un 69enne del paese) e due sulla statale 42, uno all’altezza di Darfo Boario Terme (a morire un 56enne la cui auto prese fuoco) e uno Piancamuno (quando contro un tir perse la vita un 71enne).

Di fronte a questi dati si guarda con speranza all’intesa di durata triennale promossa dalla Prefettura e già siglata da Università Statale, Tribunale, Provincia, Comune, Associazione Comuni Bresciani e Anas, con la recentissima entrata di Automobile Club di Brescia.

Un accordo che nasce dalla considerazione che le cause dell’incidentalità stradale siano legate a vari fattori, quali le condizioni dell’infrastruttura, il traffico, lo stato del veicolo, il comportamento umano, l’insufficiente conoscenza dei pericoli, la scarsa sensibilità e coscienza delle cause e dei fattori di rischio, nonché i comportamenti scorretti. Tutte le parti si impegnano a fornire il loro apporto, per l’ambito che le riguarda, all’Osservatorio provinciale sull’incidentalità stradale.

L’obiettivo è quello di azzerare i morti per incidenti stradali nella nostra provincia entro il 2050, o almeno dimezzarli entro il 2030. L’Istat ha delineato che nel 2020 il dato è già calato sensibilmente (-26,3% di vittime), ma non è un dato reale, essendoci stati il lockdown e le varie restrizioni.

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