Stretto riserbo e indagini in corso per dare un’identità al corpo in avanzato stato di decomposizione rinvenuto sulla riva del fiume Oglio a Temù nella mattinata di domenica.

Le ipotesi sono ancora tutte aperte: soltanto l’analisi del Dna e ulteriori accertamenti potranno stabilire se la donna ritrovata sia Laura Ziliani, la 55enne scomparsa proprio da Temù l’8 maggio scorso. Ci sono tre persone iscritte nel registro degli indagati da fine giugno: due delle tre figlie dell’ex vigilessa e il fidanzato della maggiore. Per questo sarà importante anche stabilire le cause del decesso. I tre ragazzi infatti sono accusati di omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Quanto al rinvenimento, è avvenuto per caso, da parte di alcuni frequentatori della ciclovia dell’Oglio, nei pressi del bacino della centrale idroelettrica, attorno alle 10:30. Immediato è scattato l’allarme che ha portato sul posto Carabinieri, Vigili del fuoco, Polizia locale e squadre di protezione civile, oltre ai carabinieri del Nucleo investigativo, al Comando Provinciale e alla Sezione Investigazioni Scientifiche con un medico legale e il magistrato. Le analisi e le comparazioni sui resti saranno complesse e richiederanno alcuni giorni.

Intanto le prime supposizioni sul ritrovamento fanno pensare alla piena dell’Oglio registrata tra mercoledì e giovedì, quando proprio nella zona si è verificata una piccola esondazione che potrebbe aver trasportato il corpo oppure averlo fatto riaffiorare da sottoterra.

Quella zona venne scandagliata palmo a palmo nei giorni successivi alla denuncia di scomparsa senza esito, anche con una maxi battuta da 300 persone; un’altra fase di ricerche scattò a giugno, quando venne rinvenuta alla foce del fiume Fumeclo – a poche centinaia di metri da dove ieri è stato avvistato il cadavere – una scarpa da trekking da donna, che la figlia riconobbe come appartenente alla madre scomparsa.

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