In Vallecamonica e nel Sebino Bresciano aumentano gli infortuni sul lavoro, compresi quelli mortali. E’ il triste risultato dell’analisi contenuta nel quinto report dell’osservatorio sindacale della Cgil Vallecamonica-Sebino, che ha preso in considerazione il rapporto tra il tessuto economico e produttivo locale e gli incidenti sul lavoro.

Il report evidenzia in particolare come la Lombardia, e più nello specifico la Provincia di Brescia ed il nostro comprensorio, vadano in controtendenza nei tre anni confrontati, ovvero il 2017, il 2018 ed il 2019, mostrando un aumento sia di incidenti che di morti sul lavoro, mentre a livello nazionale i numeri sono rimasti pressoché invariati (intorno ai 644mila per quanto riguarda gli infortuni ed i 1.100 per quelli mortali).

Per quanto riguarda la Vallecamonica ed il Sebino, dice il report, gli infortuni sul lavoro sono saliti dai 2.214 del 2017 ai 2.280 del 2019, con una lieve flessione nel 2018; stesso discorso per gli infortuni mortali che, se nel 2017 erano stati 6, nel 2018 erano scesi ad uno e poi saliti ad 8 nel 2019.

La Provincia, invece, ha visto un aumento lieve ma costante sia di infortuni che di incidenti mortali, arrivando rispettivamente a 16.710 e 32 per il 2019. Osvaldo Squassina della Fiom Cgil camuna spiega che gli infortuni mortali non sono prevedibili ma si ripetono: gran parte delle morti avvengono per cadute dall’alto, incidenti con veicoli, contatti con oggetti ed avviamento intempestivo di macchinari.

Inoltre, quando a seguito dell’infortunio scatta l’indagine (ovvero quando si superano i 40 giorni di prognosi), il 70% dei casi sono archiviati, il che vuol dire difficoltà ad individuare le responsabilità. Per quanto riguarda il 2020, è ovvio che la pandemia ed il lockdown hanno portato ad una riduzione di incidenti, ma a schizzare sono state le ore di cassa integrazione.

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