Sta facendo discutere la misura contenuta in una mozione approvata dal Consiglio comunale di Iseo e rivolta alle donne incinte: un bonus da 160 euro al mese, per un anno e mezzo, per coloro che hanno deciso di abortire affinché evitino l’interruzione della gravidanza. Non una misura antiabortista, ma un’operazione all’interno di un progetto a sostegno delle famiglie.

E’ lo stesso Marco Ghitti, sindaco di Iseo, a difendere la misura, le cui polemiche a riguardo sono state generate perché “estrapolata dal contesto”. “Nessuno ha intenzione di forzare la mano su scelte che riguardano la sfera personale”, precisa al Bresciaoggi, “ma è necessario che il Governo si dia da fare per creare una politica massiccia a sostegno delle famiglie”. Il progetto, spiega, ha ricevuto il parere positivo dei sindaci dell’area sebino bresciana ed include la richiesta di revisione del Decreto Ministeriale 70, che chiude i Punti Nascite con meno di 500 neonati l’anno.

Il Punto Nascite di Iseo è tra quelli destinati alla chiusura, contro cui il Comitato Pro Ospedale si è mobilitato prima con una raccolta firma che ha superato le seimila adesioni e poi con una manifestazione tenutasi il 30 settembre scorso. La mozione è stata presentata da Giovanna Prati, assessore con delega al Bilancio: dà inoltre mandato al sindaco di farsi portatore del progetto che prevede una politica unitaria e coerente in supporto delle famiglie con bambini a carico, garantendo la presenza di figure professionali come medici, psicologi ed avvocati, seguendo l’esempio di altri Paesi come la Francia o la Repubblica Ceca.

“Un percorso in divenire”, l’ha definito Ghitti, che ritiene necessario “costruirlo tutti insieme”. La minoranza di Progetto Iseo, però, al momento di votare la mozione, è uscito dall’aula consiliare, opponendosi anche allo stanziamento di fondi pubblici per associazioni private pro vita.

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