Dopo il riconoscimento di Centro antiviolenza da parte della Regione Lombardia avvenuto la primavera scorsa, l’Associazione Rete di Daphne di Iseo si è messa al lavoro per rispettare i requisiti richiesti dal Pirellone per avere il titolo.

 

L’associazione, ora, è punto di riferimento per 44 Comuni dei quattro ambiti territoriali del Sebino, Monteorfano, Oglio Ovest e Bassa Bresciana Occidentale. Il progetto è rivolto quindi a 200mila persone, con il contributo dell’Ats e delle forze dell’ordine. Per permetterle di svolgere al meglio il proprio lavoro, la Regione ha stanziato per l’Associazione 100mila euro.

I fondi sono serviti per attivare il progetto A.r.i.a. (Attivazione della Rete interistituzionale Antiviolenza), partito ufficialmente il primo luglio scorso. Rete di Daphne può usufruire di un’équipe formata da  due psicologhe, due avvocati, un’assistente sociale ed un mediatore culturale.

Se nel 2017 le donne che hanno chiesto assistenza sono state 30, da gennaio di quest’anno sono già 20 coloro che hanno contattato l’associazione, che può fare affidamento anche sulle strutture a Chiari e Palazzolo.

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