C’è anche il nome dell’assessore regionale al Turismo, Marketing Territoriale, Moda Lara Magoni nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex direttore del carcere di Bergamo Antonino Porcino.

L’inchiesta conta in totale 27 indagati e riguarda: un appalto al carcere di Monza per i distributori automatici di snack e sigarette, vinto da una ditta di Urgnano in cambio – è quanto sostengono gli inquirenti – di mazzette; l’utilizzo di agenti e di mezzi della polizia penitenziaria per scopi – per l’accusa – privati; certificati medici per attestare uno stress inesistente e consentire – per i pm – a Porcino di accumulare 205 giorni di malattia; la presunta appropriazione di beni, tra i quali due water e alcune risme di carta, appartenenti all’amministrazione penitenziaria.

L’iscrizione nel registro degli indagati servirà per fare luce sulla posizione dell’ex campionessa di sci, eletta il 4 marzo nella Giunta Fontana, che potrebbe essere marginale nella vicenda.

Come spiegano i vertici della procura, costituisce «un atto di garanzia» nei confronti della Magoni, mentre da parte degli inquirenti vi è l’intenzione di chiarire la vicenda in tempi brevi, considerato il ruolo istituzionale ricoperto dall’assessore.

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