Domenica 29 aprile l’Avis intercomunale di Breno ha festeggiato 55 anni di attività.

 

Un traguardo di tutto rispetto per la sezione fondata nel 1963 da Erminia Sala e Santo De Paoli, col supporto del dottor Giacomo Bellicini, che all’epoca ricopriva il ruolo che attualmente ha il direttore sanitario. Dopo i primi anni con alla guida Franco Fornari prima e Mario Farisé poi, si sono succeduti i presidenti Faustino Fantini e Mario Pedersoli, fino ad arrivare, nel 2017, all’elezione di Giuseppe Gasparini, 36enne di Ceto.

Significativa la presenza alla giornata di festa del responsabile di zona Marcello Ravani, consigliere regionale e provinciale dell’Avis, del direttore sanitario dell’Avis provinciale Germana Zana, del segretario regionale Luigi Spada e del consigliere provinciale Angelo Rizzardi.

Presenti i presidenti delle 6 sezioni camune. Il colpo d’occhio era dato dai labari dei diversi gruppi: oltre ai 17 provenienti da 15 paesi del territorio, sono accorse a Breno con il loro stendardo rosso anche alcune sezioni dal resto della provincia.

Si attestano sulle duemila le donazioni che la sezione intercomunale di Breno ha fatto nel 2017, delle seimila totali effettuate dalle sezioni che vanno da Pisogne a Edolo. Un numero discreto, anche se, di fronte a un calo generale di volontari, il problema vero è la mancanza di giovani iscritti.

Ecco quindi l’appello, lanciato dal giovane presidente Gasparini, alle nuove generazioni. Per diventare avisini basta avere dai 18 ai 65 anni d’età. Per prima cosa bisogna contattare la sezione, che avvierà l’iter per valutare l’idoneità del volontario: sarà sottoposto a una visita medica con il direttore sanitario e a un colloquio in cui si spiegheranno le finalità delle donazioni. L’esito delle analisi del centro trasfusionale sancirà infine se esistono le condizioni per entrare a far parte della sezione e iniziare l’attività di donatore.

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