Terminato il letargo, l’orso è ricomparso sui monti dell’alta Vallecamonica.

A testimoniarlo le carcasse dei due asini che si trovavano in un recinto vicino a una cascina posta poco sopra l’abitato di Cortenedolo di Edolo. Di uno rimaste la pelle e poche ossa, mentre l’altro è stato parzialmente divorato.

Autore dell’agguato mortale sarebbe, secondo gli esperti del Parco dello Stelvio, “M18”, l’orso trentino di 5 anni munito di radiocollare, che, nel passaggio dall’alta Valbrembana, dove ha svernato, al rientro in Trentino occidentale, dove trascorrerà l’estate, ha deciso, nei giorni prima della Pasqua, di sfamarsi in Vallecamonica.

I movimenti del carnivoro sull’arco alpino sono seguiti da tempo dagli esperti faunistici, che confermano che fu protagonista in passato di altre razzie di asini: a Pian Gembro sopra Aprica, in Val Grande di Vezza d’Oglio e a Incudine.

Sarebbe inoltre lo stesso esemplare immortalato il mese scorso da una foto trappola nella zona della Maralzina di Ponte di Legno.

I tecnici della Polizia provinciale hanno effettuato i sopralluoghi con il veterinario dell’Ats e seguiranno la pratica di rimborso dell’allevatore di Cortenedolo.

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