Anche Assolo, la cooperativa che ha sede a Berzo Inferiore (ma che serve tutta la Valle) che propone servizi dedicati a ragazzi con difficoltà legate all’apprendimento scolastico, ma anche varie attività rivolte ai bambini, agli adolescenti e alle loro famiglie, non si è dimenticata dell’estate.

A parlarci della proposta “ViviAMO l’Estate 2020 – Centri Estivi per bambini e adolescenti a cura di Assolo” è la presidente Pamela Cappellazzi.

Assolo ha potuto infatti avviare, in collaborazione con la parrocchia e l’oratorio di Sulzano, con l’Istituto comprensivo Darfo 1, e le amministrazioni comunali di Sulzano, Darfo Boario Terme e altri Comuni della Vallecamonica, come Berzo Inferiore, dove si trova la sede di Assolo, le sue proposte per l’estate.

Iniziamo dal titolo scelto, che può essere inteso anche come un gioco di parole. Cosa volete trasmettere con questo slogan?

“Abbiamo voluto veramente fare in modo che bambini e ragazzi ricominciassero a vivere, perché questo periodo di lockdown li ha portati un po’ lontano dalla socialità. Quindi il nostro obiettivo era quello di riportare a vivere nel vero senso della parola e ad essere felici. La parola “AMO” messa con le lettere maiuscole vuol proprio dire “ritrovare l’amore” per alcune cose che non eravamo forse più abituati a fare. Questo è il nostro obiettivo e tutte le nostre proposte estive si inquadrano in questa direzione”.

Si stanno per concludere le esperienze di Sulzano e di Darfo, come si sono svolte?

Il centro estivo di Sulzano vede la presenza di Assolo solo con collaboratori perché l’organizzazione in capo alla parrocchia è all’oratorio e siamo in collaborazione anche con l’amministrazione comunale. Il centro estivo avuto ha una durata di 5 settimane quindi siamo quasi alla fine. Sono previsti due turni, uno al mattino e uno al pomeriggio: per ogni turno si sviluppano dei gruppi e il numero è variabile, perché dobbiamo rispettare quelle che sono le disposizioni dal ministero.
Per quanto riguarda Darfo, siamo partiti una settimana più tardi. Abbiamo un centro estivo gestito da Assolo, sempre in collaborazione con l’amministrazione comunale e con l’istituto Darfo 1. Si svolge solo al mattino dalle 9 alle 12 con un taglio più educativo – didattico. Vengono alternate attività didattiche ad attività laboratoriali”

C’è poi la proposta dalla vostra sede

Per quanto riguarda Berzo Inferiore sono partite già dal 15 di giugno delle attività mirate ed al taglio soprattutto educativo e didattico. La prima settimana di agosto (dal 3 al 7) è previsto un Centro estivo di conversazione in lingua inglese per due gruppi: un gruppo dedicato alla scuola primaria e un gruppo alla scuola secondaria. Non abbiamo ancora finito di raccogliere le iscrizioni e purtroppo il numero degli iscritti è limitato. Qualora però il numero di iscritti fosse maggiore a quelli destinati per questa tornata si può prevedere un’ulteriore edizione a seguire.”

Interessante l’accoppiata tra l’inglese e il territorio: gli iscritti potranno scoprire alcune bellezze proprio attorno a Berzo, come recita il titolo “English around Berzo”

“Principalmente vogliamo far vivere il più possibile i ragazzi all’aperto, per poter evitare loro tempi prolungati con le mascherine. Quindi abbiamo studiato un percorso attorno al paese, in cui si alternano delle mattinate a dei pomeriggi. La conversazione in lingua inglese prevederà la compravendita al mercato a Bienno, piuttosto che a Cividate, la colazione e la merenda in alcune realtà commerciali del territorio, le visite ai monumenti storici del paese, una gita verso il torrente Grigna e a seconda della fascia d’età. Le proposte saranno fatte in modo da coinvolgere i ragazzi che parteciperanno”.

CENTRO ESTIVO A BERZO INFERIORE, 3-7 agosto 2020Scuola Primaria Nell'ambito delle attività "viviAMO l'Estate 2020"…

Pubblicato da Assolodsavallecamonica su Domenica 5 luglio 2020

Mancano poche settimane all’inizio della scuola. Come vede Assolo questa ripartenza e che cosa sta pensando per rafforzare il legame, andato un po’ allentandosi, con la didattica?

“Assolo sta sempre dalla parte della famiglia e della scuola e quindi quello che programmerà sarà fatto in funzione di dare soddisfazione a queste due realtà e cercare di collaborare il più possibile. Purtroppo ad oggi è molto difficile fare dei pronostici di che cosa sarà dal 14 settembre in poi perché credo che nemmeno i dirigenti scolastici siano ancora informati su quello che sarà il futuro della scuola. Sicuramente ci saranno sempre le proposte sia nella sede di Berzo Inferiore che di tutta la Valle Camonica”.

Di cosa, secondo lei, hanno bisogno i bambini e gli adolescenti in questo momento, in preparazione a una nuova ripresa e a un cammino che sarà molto diverso da quello che sono abituati?

“Noi ci occupiamo perlopiù di bambini e i ragazzi che hanno difficoltà in ambito scolastico e didattico. Pertanto la maggior parte dei bambini che fanno riferimento a noi sono dei bambini che lo scorso anno sono andati in sofferenza, perché avevano una modalità di apprendimento che non si inquadrava necessariamente con la didattica a distanza. Bisogna dare merito alle insegnanti per il grande lavoro che hanno fatto.
Purtroppo però queste difficoltà hanno bisogno molto spesso di un rapporto una a uno o comunque di un rapporto in presenza per poter essere contenute o risolte.

Il fatto che ci sia ancora il punto di domanda su come sarà strutturata la didattica nel prossimo anno scolastico ci dà un po’ di preoccupazione. Ma sono molto fiduciosa ma comunque il prossimo anno sarà un anno con una ripartenza molto difficile, perché sia gli insegnanti, che gli studenti, che le famiglie dovranno sicuramente rielaborare i mesi che sono passati, sia dal punto di vista psicologico – perché per tutti è stato un problema questo periodo – ma soprattutto dal punto di vista delle modalità di apprendimento…e anche forse di qualche contenuto che non si è potuto curare come doveva essere curato nello scorso anno. Il nostro lavoro e sarà volto ad andare a riempire quei buchi che si sono creati anno scolastico scorso e cercare di collaborare il più possibile con le realtà scolastiche perché possiamo alleggerire un pochino il loro lavoro”

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