Sono partiti nella mattinata di sabato da tutta la provincia, e anche dalla Vallecamonica, gli autotrasportatori che chiedevano, con la Fai di Brescia, Confartigianato Trasporti e le associazioni bresciane del settore, di arginare l’emergenza sui rincari.

Si sono dati appuntamento al centro fiera di via Caprera a Brescia: almeno un centinaio, ben al di sopra delle stime, hanno preso parte alla protesta che ha visto altrettanti autoarticolati schierati nel grande piazzale. Al centro l’aumento, tanto repentino quanto inaccettabile, del costo del carburante. Calmierare quei prezzi è l’unica soluzione per far sopravvivere il settore dei trasporti, che sta venendo duramente colpito.

La preoccupazione e le difficoltà dei datori di lavoro si riflettono su chi guida camion da una vita e teme di perdere il posto per colpa di una situazione che di questo passo potrebbe divenire insostenibile per le aziende di autotrasporto. Il prossimo passo, per la categoria, se le cose non cambieranno, potrebbe essere uno sciopero totale del settore.

Nella serata di venerdì, l’unione delle sigle al tavolo con il viceministro Bellanova aveva prodotto un protocollo d’intesa, ma questa trattativa non è servita a smorzare il malcontento: si vuole che il documento diventi operativo a tutti gli effetti. Una prima misura annunciata dal Governo è quella di abbassare il prezzo della benzina sotto i due euro: potrebbe arrivare domani in Gazzetta Ufficiale e quindi scattare martedì, la riduzione di 25 centesimi delle imposte applicate sui carburanti, che sarà seguita dal 1° aprile dalla possibilità per gli autotrasportatori di recuperare un ulteriore 7%.

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