Rispetto alle libertà lasciate dal Dpcm, la Regione Lombardia ha scelto di stringere le maglie e di attuare un ulteriore principio di cautela su alcuni fronti e dettare delle linee guida specifiche per il territorio di sua competenza.

A cominciare dai ristoranti, dove sarà obbligatoria la misurazione della temperatura corporea anche per i clienti: sopra i 37,5 gradi non si potrà entrare. Inoltre, nonostante il decreto del Governo consentisse il nulla osta a piscine e palestre da lunedì 25 maggio, il Pirellone ha deciso di posticipare l’ingresso di una settimana: ripartenza fissata al 31 maggio.

A restare è anche l’obbligo di indossare la mascherina o altri indumenti utili a coprire le vie respiratorie anche all’aperto. “Manteniamo alta la guardia – è l’appello del presidente Attilio Fontana – Alla fine di questa settimana sperimentale valuteremo con i nostri tecnici i risultati raggiunti insieme. Anche in questa delicata fase di ripresa economica è indispensabile mantenere comportamenti virtuosi”.

Una precedente ordinanza regionale aveva già introdotto l’obbligatorietà, a partire da oggi, di misurare la temperatura dei dipendenti prima dell’accesso al luogo di lavoro. Per tutti i settori c’è poi la costante informazione sui comportamenti da tenere, così come l’ampia diffusione di gel igienizzanti. Ci si potrà spostare all’interno della Lombardia senza autocertifcazione, necessaria soltanto per gli spostamenti da una regione all’altra, che restano limitati fino al 3 giugno ai soli casi di emergenza e urgenti.

Nelle attività in cui si prenota, i nominativi dei clienti saranno conservati 14 giorni: la Regione consiglia, in aggiunta, anche di compilare il questionario sull’app AllertaLom. Le prescrizioni aggiuntive della Lombardia interessano una delle peculiarità del nostro territorio: si parla di professioni come gli accompagnatori in montagna, le guide alpine, i maestri di sci. Il numero massimo di partecipanti a queste attività è di quattro persone.

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