Se quella contro il Coronavirus si può definire una guerra, bisogna allora adottare una strategia di guerra. E’ così che Guido Bertolaso, superconsulente per la Lombardia, poco dopo l’annuncio dell’istituzione della zona “arancione rafforzato” in provincia di Brescia ed in alcuni Comuni della Bergamasca ha anche comunicato l’intenzione di rimodulare la campagna vaccinale proprio in quei Comuni in cui il virus e le sue varianti si stanno diffondendo più rapidamente.

Nella conferenza stampa di mercoledì pomeriggio sono stati annunciati i dettagli: il Pirellone, da giovedì, darà priorità nella somministrazione delle dosi del vaccino a 103 Comuni considerati “zone a rischio”, ovvero dove l’incidenza del virus sulla popolazione è più alta.

Di questi, undici si trovano in Vallecamonica: sono Angolo Terme, Berzo Demo, Capo di Ponte, Cedegolo, Cevo, Ceto, Malonno, Paisco Loveno, Paspardo, Saviore dell’Adamello e Vezza d’Oglio. A loro si aggiungono anche Iseo, Provaglio d’Iseo, Sale Marasino e Sulzano.

Qui, oltre alla campagna riservata agli ultra ottantenni già in corso e che non subirà variazioni, si procederà subito con la somministrazione della dose del vaccino di AstraZeneca (consigliato alle persone non sopra i 65 anni) alle Forze dell’ordine ed agli operatori della Protezione Civile. Il piano prevede che si cominci dai Comuni confinanti con la Provincia di Bergamo, per poi passare a gli altri.

Per ora, il settore scolastico non sarà coinvolto, dal momento che la didattica a distanza permette già una prima barriera di difesa contro la diffusione del virus nelle scuole. La distribuzione maggiore del vaccino in queste aree dovrebbe permettere un abbassamento della curva, come già sta succedendo tra quelle categorie professionali che hanno ricevuto almeno una dose.

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