La Serie A compatta per un possibile ritorno in campo, ma non mancano le riserve. Nella riunione che si è tenuta tra i club martedì sera è emersa una linea comune, condivisa anche da quelle squadre, tra cui il Brescia, che nelle settimane scorse avevano fortemente espresso il loro disappunto all’idea di riprendere a giocare in questa stagione.

Il comunicato della Lega Serie A, invece, sostiene che tutte le squadre sono disponibili a portare a termine il campionato interrotto, ormai, da un mese e mezzo, “qualora”, si legge, “il Governo ne consenta lo svolgimento nel pieno rispetto delle norme a tutela della salute e della sicurezza”.

La parola, insomma, spetta al Governo: i club hanno deciso di non assumersi nessuna responsabilità, lasciando che sia l’Esecutivo a decidere: in quel caso, le squadre non si troverebbero nella condizione di dover pagare comunque le reti per i diritti di messa in onda e l’agenzia che vende i diritti per l’estero.

Per questo, anche le otto squadre che inizialmente avevano detto no, ovvero Brescia, Torino, Genoa, Sampdoria, Cagliari, Fiorentina, Parma ed Udinese, si sono accodate alla decisione. Massimo Cellino, presidente delle Rondinelle, ha però chiarito il suo punto di vista in un altro comunicato, in cui precisa che “il club si riserverà in ogni caso la facoltà di valutare l’evolversi delle condizioni sanitarie sul territorio bresciano” prima di far giocare i propri giocatori.

Qualche settimana fa, Cellino si era detto disposto a perdere le partite a tavolino, pur non di far scendere in campo il Brescia, sia per una questione di sicurezza che di rispetto verso le vittime bresciane della pandemia.

Share This