Michele Chiodi classe 1997 di Sellero.
Fin da piccolo manifesta creatività e inventiva, piacere nella lettura ed interesse nella scrittura.
Diplomato al liceo linguistico, segue poi la vocazione per il diritto e prosegue gli studi alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Brescia, dove si laurea nel 2021.
Gli anni universitari, fatti di maturazione, legami, crescita e conoscenza lo portano ad avere una forte esigenza di scrivere.
Il suo primo libro esce nel 2022,“Il Fardello della Giustizia”,(presentato anche a Radio Voce Camuna in Pausa Caffè).
Lascia che sia il destino a giocare è il suo secondo, un romanzo che parla dell’amore tra Michael e Claire, quell’amore che non passa mai.
Puoi cambiare vita, spostarti in qualsiasi posto, legarti ad altre donne,
ma nel profondo, quell’amore così intenso così libero non ti abbandonerà.
Michele Chiodi ospite a “Qualcosa da dire“ con Daniela Pezzoni su Radio Voce Camuna alle 10:30 ,mercoledì 5 agosto 2026 (in replica venerdì 7 agosto alle 16:15) ha svelato alcuni temi del suo libro incuriosendomi parecchio.
Ecco l’audio:






Michele Chiodi A Radio voce Camuna
Un romanzo, Lascia che sia il destino a giocare che intreccia amore, destino e rinascita,
raccontando la storia di Michael e Claire, due anime che sembrano legate da un filo invisibile.
Ambientato in una Londra intensa e malinconica, il libro esplora come un incontro casuale possa cambiare radicalmente il corso della vita e mettere alla prova sentimenti, speranze e fragilità umane.
Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è la riflessione sul rapporto tra caso e destino.
Gli eventi della vita sono già scritti oppure sono le nostre scelte a dare forma al futuro?

Michael e Claire rappresentano due modi diversi di affrontare l’esistenza:
da un lato il desiderio di controllare tutto, dall’altro la capacità di affidarsi alle emozioni e accogliere l’imprevedibile.
La scrittura è scorrevole e ricca di emotività.
Le descrizioni degli stati d’animo dei protagonisti sono il cuore del romanzo,
permettono a chi legge di immedesimarsi nelle loro paure, nei loro sogni e nelle loro sofferenze.
Si passa da momenti di grande intensità emotiva ad altri di riflessione, come una giostra che gira.. prima su, poi giù e poi ferma a mezz’aria, mantenendo vivo l’interesse fino alla fine del libro.
Il messaggio più significativo del libro è che la vita non segue sempre i piani che costruiamo.
Spesso gli eventi più importanti nascono da coincidenze impreviste, ma siamo noi a decidere come affrontarle.
Il destino può offrire opportunità, ma richiede anche coraggio, fiducia, la capacità di accettare il cambiamento.
La sofferenza e la felicità sono parti inseparabili dell’esperienza umana:
solo attraversando i momenti difficili si può comprendere il valore dell’amore.
Lo scrittore ci invita a non avere paura dell’incertezza,
ciò che sembra un ostacolo può trasformarsi nell’inizio di un nuovo percorso.

Un libro per chi ama le storie romantiche con una forte componente introspettiva.
Non si racconta solo una storia, porta ad una riflessione importante sulle scelte, sulla forza dei lagami umani.
L’amore come forza trasformativa, la fragilità dell’essere umano, la rinascita dopo il dolore,
il contrasto tra controllo e abbandono (Michael incarna il bisogno di pianificare ogni aspetto della propria vita, mentre Claire vive con maggiore spontaneità).
La ricerca di sé, i due protagonisti affrontano un viaggio interiore, imparano a conoscere se stessi, comprendendo i propri limiti, desideri e valori.
La sofferenza come parte della vita, il dolore che non si deve evitare, ma farne esperienza costruttiva.
«Soffro perché vivo».
La speranza, la vita offre sempre la possibilità di ricominciare e di trovare un nuovo equilibrio.
Come si può vivere pienamente in un mondo in cui non tutto dipende da noi?
Non bisogna rassegnarsi, trovare l’equlibrio tra volontà personale e accettazione dell’imprevedibile.
Il destino può mettere davanti alle persone occasioni, prove e incontri,
é il modo in cui ciascuno reagisce a questi eventi,
ciò che definisce davvero la propria identità e il proprio percorso di vita.
Si legge in un baleno, tra sorrisi e qualche lacrima.
Amando la musica è stato bello trovare ad ogni fine capitolo una canzone.
e la frase:
” Quando ami una canzone,
ti entra nelle ossa e la canti solo, quando piangi,
non la sprechi per chi non sa ascoltare”.

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