Sebbene la quasi totalità della comunità di Temù (sindaco compreso) sono certi che si tratti di Laura Ziliani, sarà il test del Dna a dare agli inquirenti la certezza che il corpo rinvenuto da padre e figlio turisti in alta Valle domenica mattina sulle rive dell’Oglio sia quello dell’ex vigilessa 55enne scomparsa da tre mesi.

E’ stato quindi disposto per giovedì l’esame di comparazione del Dna, a cui farà seguito l’autopsia sul corpo rinvenuto: nel primo caso, si cercherà di dare un’identità al corpo, mentre nel secondo si proverà a fare luce sulle cause del decesso.

Stando alle prime informazioni raccolte, infatti, sul corpo –che è stato rinvenuto senza scarpe e con i vestiti ormai a brandelli- non sarebbero stati notati segni di violenza. Inoltre, non riporterebbe segni del passaggio di animali selvatici né sarebbe stato colonizzato dagli insetti, elementi questi che sostengono la tesi per cui il corpo prima di essere ritrovato sarebbe stato sepolto sotto terra o immerso in una vasca. E’ evidente, quindi, che chi sta indagando sul caso della scomparsa di Ziliani attende questi risultati con ansia per poter procedere alla fase successiva del proprio lavoro

Per quanto riguarda due delle tre figlie della donna ed il compagno di una delle due, indagati per omicidio volontario ed occultamento di cadavere, hanno ricevuto tutti e tre la notifica a partecipare all’esame del Dna ed all’autopsia, in quanto esami irripetibili. Intanto, la figlia non indagata, la madre ed i fratelli di Laura Ziliani hanno nominato –in vista degli esami scientifici- un legame differente da quello delle tre persone indagate.

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