Dopo aver appreso che la chiesetta del Rifugio Garibaldi era stata scoperchiata dal vento dei giorni scorsi, che a quota 2500 ha raggiunto velocità elevate, iI Cai di Brescia, proprietario della struttura, è riuscito nell’impresa di mettere in salvo le opere d’arte conservate all’interno, prima che venissero danneggiate dalle nevicate di lunedì.

Nel fine settimana infatti, sono saliti in quota, con i volontari del Club alpino, grazie agli elicotteri di Elimast, alcuni soci del Museo della Guerra Bianca di Temù, tra cui il presidente Walter Belotti, il gruppo alpini di Temù e l’Enel, che nei pressi della chiesetta gestisce la diga del Venerocolo.

Costruito dagli alpini nel 1917 e dedicato ai caduti tra i ghiacci della Prima guerra mondiale, il piccolo edificio sacro in granito costudisce delle opere di Antonio Soncini del 1931. Le due grandi tele dell’artista bergamasco sono state sigillate e posizionate verticalmente addossate a un muro perimetrale. Gli arredi sacri e il vario materiale sono stati collocati negli spazi della casa del guardiano della diga.

Ora si attende la bella stagione per ripristinare la copertura di un importante punto di riferimento per escursionisti e alpini, dal grande valore religioso e storico militare. Moltissime persone, aziende, associazioni, ma anche l’Ana nazionale, si sono fatte avanti per compartecipare alle spese per il nuovo tetto.

Share This