“Voci Umane. Musei e teatro di narrazione” prende il via dalla Vallecamonica. La prima edizione del nuovo festival del teatro di narrazione promosso dalla Direzione regionale Musei Lombardia ha in programma, nei prossimi giorni, anche due tappe in due siti camuni che faranno da sfondo alle performances di attori di fama nazionale.

Marco Paolini, Laura Curino, Marco Baliani, Silvia Giulia Mendola, Lucilla Giagnoni, Alessandro Albertin, Antonio Catalano saranno infatti i protagonisti, dal 24 agosto al 7 settembre, della rassegna.

Mercoledì 24 agosto alle 19:00 il debutto, nella cornice del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane di Capo di Ponte, dove, tra le 104 rocce incise, si potrà assistere a: “Antenati” di e con Marco Paolini. Un luogo magico, in cui tutti i nonni della storia saranno chiamati a dar consiglio sul futuro della nostra specie, a rischio di estinzione per catastrofici mutamenti climatici che noi tutti abbiamo generato.

“Antenati” è uno spettacolo legato al progetto La Fabbrica del Mondo, trasmissione realizzata e trasmessa da Rai 3 che ripercorre l’evoluzione della nostra specie. La location non prevede sedie per il pubblico: si consiglia di portare con sé un telo o un cuscino per sedersi a terra e una torcia per illuminare il percorso. In caso di pioggia l’iniziativa si terrà nel Palazzetto dello Sport di Capo di Ponte.

Per l’altro evento camuno è stato scelto il Parco Archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro Cividate Camuno. La Direzione regionale Musei Lombardia gestisce nella Civitas il Museo Archeologico Nazionale della Valle Camonica ma, in questo caso, grazie al Comune e alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, lo spettacolo può eccezionalmente essere proposto all’interno del Parco. Si tratta de “La lista. Salvare l’arte: il Capolavoro di Pasquale Rotondi” di e con Laura Curino, sabato 27 agosto con inizio alle ore 20.30.

L’attrice farà conoscere la vicenda di un uomo ordinariamente straordinario, Pasquale Rotondi, che ha salvato quasi 10mila preziosissime opere d’arte italiane dalla rapacità nazista e dalla distruzione bellica. Riascoltare questa vicenda in un luogo che negli ultimi decenni ha visto il proprio volto e la propria identità riplasmata grazie alle scoperte dell’archeologia ne svela tutta la potente attualità.

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