Non è il fiume Chiese il vettore di contagio dell’epidemia di polmoniti nella Bassa, e nemmeno gli acquedotti e i pozzi privati.

Veicolo di contagio è stato il vapore infetto uscito dalle torri di raffreddamento di tre grandi aziende presenti sul territorio.

La prova definitiva è arrivata ieri: la legionella è stata trovata in nove dei dieci campionamenti effettuati la scorsa settimana sulla cartiera del Chiese, sulle Acciaierie di Calvisano e sulla Gkn Wheels di Carpenedolo. Non sarebbe questo l’unico vettore dell’epidemia che da due settimane tiene in ostaggio la Bassa orientale, ma sicuramente è quello principale.

È possibile che un acquazzone particolarmente intenso di fine agosto abbia sollevato e nebulizzato l’acqua stagnante, contaminando le stesse torri. Ma il batterio potrebbe anche essersi sviluppato dentro i serbatoi di questi impianti chiusi per le ferie di inizio agosto, riscaldati dalle temperature record.

Ats di Brescia nel pomeriggio di ieri ha convocato i sindaci dei tre Comuni, chiedendo loro di emettere ordinanze urgenti che impongano la sanificazione delle torri di raffreddamento.

Nei prossimi giorni si campioneranno molte altre aziende dei paesi limitrofi.

Intanto il quadro è ancora in evoluzione: le persone risultate finora positive alla legionella sono 42, meno di un decimo dei 405 casi di polmonite registrati dall’inizio dell’emergenza sanitaria che ha provocato anche 3 decessi.

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