L’ingresso nella stagione autunnale, con conseguente calo delle temperature e soprattutto l’aumentare delle piogge, potrebbe farci pensare che l’emergenza idrica che ha visto tutta Italia far fronte a difficoltà nell’approvvigionamento di acqua sia finita.

In realtà, non è ancora così: è vero che le piogge sono aumentate, ma la disponibilità di acqua non è ancora tale da farci pensare di poter stare tranquilli. L’estate scorsa, la Vallecamonica è stata tra le aree di tutto il Bresciano a soffrire di più per la siccità: numerosi i Comuni che hanno emesso ordinanze con cui si invitavano i residenti a fare un uso più attento dell’acqua, alcune delle quali continuano ad essere in vigore.

A soffrire è soprattutto la media Valle: a Borno, ad esempio, la sorgente del Lovareno ad oggi produce quindici litri di acqua al secondo, la metà rispetto al solito. Anche a Losine la situazione non è buona, tanto che il Comune ha deciso di chiudere l’acquedotto durante le ore notturne e di effettuare dei controlli per rilevare eventuali perdite sulla rete idrica.

Infine, a Capo di Ponte si è dovuto intervenire chiudendo l’acquedotto per un calo improvviso dei livelli dell’acqua, causata dalla rottura di una condotta che ha causato lo svuotamento della vasca di Cemmo. Un disagio che gli operai comunali stanno provvedendo a sistemare in questi giorni. Proprio alla luce della scarsità di acqua (il 53% in meno negli invasi idroelettrici montani e nei grandi laghi regolati rispetto alla media di riferimento), la Regione ha deciso di far diventare permanente il Tavolo per l’utilizzo idrico in agricoltura.

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