Una sala gremita ha assistito alla consegna del Premio Sant’Obizio 2019 sabato a Niardo.

 

Il riconoscimento istituito dal Comune di Niardo ogni anno onora persone, istituzioni o enti che abbiano onorato, nei vari campi delle attività umane i valori propri delle genti di montagna e, in modo specifico, della civiltà alpina di cui la Valle Camonica è parte integrante fin dalle origini della propria storia.

Non poteva non ricevere questo premio una persona che in montagna è nata e della montagna ha fatto la sua ragione di vita e la sua professione: Lino Zani.

“Sono nato e vivo in montagna e ci tengo a promuovere, ovunque vado, le nostre montagne, ma soprattutto la Vallecamonica” ha detto ai nostri micorfoni, ricordando con grande intensità le giornate trascorse con un Santo come Papa Giovanni Paolo II sui sentieri alpini.

Si legge nella motivazione letta dal sindaco Carlo Sacristani al momento della consegna del Premio: “Alpinista illustre di fama internazionale, le cui gesta sono consegnate alle pubblicazioni che lo hanno visto protagonista; guida insigne e profondo conoscitore di ogni sentiero e di ogni vetta, la sua cordialità e la sua discrezione gli hanno fatto guadagnare la stima e l’amicizia di un Papa Santo: Giovanni Paolo II”. E ancora: “Zani ha saputo portare in alto non solo gli scarponi, ma tutti i valori della nostra gente di montagna, elevando il buon nome della Vallecamonica e imponendolo all’attenzione globale”.

Commozione vera quella dimostrata da Lino Zani nel ricevere il riconoscimento, dopo aver ascoltato le attestazioni di stima e di amicizia pronunciate da amici come Armando Poli (Soccorso Alpino), Franco Capitanio (CAI Vallecamonica) e Gino Baccanelli (Assorifugi) e della niardese Roberta Calzoni, che ne ha proposto la candidatura. Don Fabio Mottinelli, parroco di Niardo, per la prima volta nella commissione del Premio dopo il suo arrivo a settembre, ha letto uno stralcio dell’omelia pronunciata da Papa Wojtyla in Adamello nel 1988. Da parte sua Lino Zani ha ringraziato emozionato e ha raccontato ancora una volta l’evento che ha segnato la sua vita: l’arrivo di Giovanni Paolo II al Rifugio della Lobbia Alta, gestito dalla sua famiglia. Ha dichiarato inoltre di voler proseguire nel suo impegno a promuovere la montagna e a valorizzarla.

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