In soli otto giorni, il lago d’Iseo ha perso 8 milioni di metri cubi d’acqua.

È passato infatti dai 7 centimetri del 17 agosto ai -6 sullo zero idrometrico di ieri. Sotto accusa, più che la siccità, che in quest’estate non si è mai effettivamente palesata, finiscono le colture intensive della pianura padana. E il sistema zootecnico imperniato sul granoturco.

Legambiente Lombardia interviene chiedendo di ripensare l’agricoltura e di introdurre rotazioni e avvicendamenti del mais con colture che esigono meno acqua per la coltivazione, oltre a usare sistemi di irrigazione più efficienti.

Intanto nel Sebino sono ricomparse le alghe.

Niente a che vedere comunque col fenomeno degli anni scorsi. Per adesso hanno bordato di un leggero strato vegetale il bagnasciuga delle spiagge e delle insenature maggiori. Stavolta, a ritardare la formazione di banchi non è stata l’eradicazione della Vallisneria spiralis di cui tanto si è parlato nel 2017, ma il diverso andamento climatico.

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