Si chiamano “Comunità energetiche rinnovabili” e da tempo stanno diventando realtà sempre più presenti e di interesse pubblico: sono associazioni tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali o piccole e medie imprese che decidono di unire le proprie forze per dotarsi di uno o più impianti condivisi per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

Partendo proprio dall’idea di far conoscere meglio le Comunità energetiche rinnovabili, la società benefit Fedabo Spa, con sede a Darfo e che da oltre 20 anni aiuta le imprese a ottimizzare costi e consumi energetici, con lo sguardo sempre rivolto alla sostenibilità, ha lanciato il Progetto Voce, coinvolgendo trentacinque studenti dell’Istituto Olivelli Putelli di Darfo, nell’ambito del percorso di alternanza scuola-lavoro.

Tramite un corso di 140 ore composto da lezioni frontali, laboratori ed uscite sul territorio dal 23 maggio al 17 giugno scorsi, sono stati affrontati i vari argomenti legati alle Comunità energetiche rinnovabili, da quelli tecnici a quelli economici, passando anche per quelli giuridici e di comunicazione.

Gli studenti, suddivisi in quattro gruppi, hanno lavorato ad altrettante proposte di Comunità energetiche, rivolte in particolare ai Comuni di Pian Camuno, Berzo Inferiore e Malegno ed allo stesso Olivelli-Putelli. Se nel caso di Pian Camuno e di Berzo Inferiore si è fatto riferimento a delle realtà industriali del territorio, per il Comune di Malegno si è partiti dall’esigenza dell’Amministrazione, che vorrebbe creare un’esperienza di questo tipo nel parcheggio adiacente il cimitero del paese; l’idea della Cer per l’istituto scolastico è invece partita da zero.

“Come BCorp”, ha spiegato Katia Abondio, amministratrice delegata di Fedabo, “sappiamo che il bisogno di creare una società più sostenibile e resiliente è oggi un imperativo riconosciuto a livello globale e che, senza investire sui giovani, questo non sarà possibile. Speriamo quindi che la partecipazione a questo progetto possa essere stato di ispirazione ai nostri ragazzi e di stimolo a mettere in campo tutti gli strumenti che gli permettano di diventare le prime generazioni in grado di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri”. La società spera che questo sia solo il primo di una serie di progetti da mettere in atto con altre scuole camune ed altre amministrazioni locali.

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