Gli studenti della quarta B Scienze applicate del liceo Celeri di Lovere hanno lanciato il progetto “L’isola che non c’era”.

Un’iniziativa in collaborazione con la Libera università di Alcatraz di Jacopo Fo e con le compagnie teatrali Olive a pArte e Silence teatro di Lovere, la Lanterna teatrale di Marone e la cooperativa sociale Progetti & Immagine onlus di Costa Volpino.

 

Per realizzare l’impresa gli studenti mobiliteranno anche la sponda bresciana, e in particolare i paesi di The Floating Piers. L’idea poggia su di un sistema galleggiante realizzato con bottiglie di plastica riciclate che avrà il compito di sostenere una piattaforma di bancali e legno compensato con un sistema di fitodepurazione fatto con ghiaia, piante, conchiglie e microrganismi che puliranno l’acqua da agenti patogeni e inquinanti.

L’isola sarà autosufficiente dal punto di vista energetico, grazie a un impianto fotovoltaico.

Secondo il progetto, la struttura galleggiante sarà posizionata a rotazione davanti alle sponde di diversi paesi del Sebino. Agli studenti delle scuole che si affacciano sul lago d’Iseo gli studenti di Lovere chiederanno di raccogliere le bottiglie di plastica che, insieme agli scampoli di rete dei retifici di Montisola, serviranno per realizzare la base galleggiante dell’isola.

Per partire servono 10 mila euro. Il progetto dell’enorme chiatta – ampia all’incirca 25 metri quadrati – è stato inviato a quasi 600 scuole in tutta Italia con lo scopo di raccogliere adesioni e fondi. Per sostenere il progetto è possibile accedere sul sito www.kickstarter.com a un crowdfunding, ovvero una raccolta fondi online.

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