Malegno e la Vallecamonica, e anche oltre, hanno dato l’ultimo saluto a Gian Mario Martinazzoli nel pomeriggio di giovedì nella parrocchiale. A celebrare don Giuseppe Stefini, (parroco di Cividate Camuno e, appunto di Malegno), che in Gian Mario, in questi anni di permanenza, aveva trovato un amico, un consigliere e un affidabile collaboratore. Per questo a fatica ha trattenuto la commozione leggendo l’omelia in cui ha ricordato i tratti salienti del carattere del giornalista, stroncato il 20 settembre da un malore, a 72 anni.

“Raccontavi con passione le notizie attraverso la tua professione, che hai sempre esercitato come annuncio di verità, e trasformato in un annuncio di speranza quando le notizie erano negative” ha affermato don Giuseppe, senza tralasciare l’aspetto saliente che ha sempre caratterizzato Gian Mario, ovvero la fede: “Quella fede profonda che ti ha permesso di vivere ciò che hai vissuto rendendola non solo valore aggiunto, ma fondamento delle tue scelte e dell’agire quotidiano” ha detto ancora il parroco, concludendo: “Continua a scrivere pagine d’amore” e ancora, citando Sant’Agostino, ha ringraziato il Signore per averci donato Gian Mario.

Non sono mancati i ricordi da parte dei ragazzi dell’oratorio, raccolti in un pensiero che ha riunito più generazioni che nel tempo hanno conosciuto Gian Mario come animatore e come guida. Dario Pezzoni, leggendo la sua dedica, ha detto: “Guidaci come un buon pastore, nella notte lunga e senza stelle”.

Anche il Pro Familia ha letto una preghiera in cui ha ringraziato per il dono di una personalità di riferimento come Martinazzoli, socio fondatore dell’Istituto di Breno, apprezzato per la sua determinazione nel difendere la vita e il valore della famiglia.

Grande la commozione dei presenti nel corso della cerimonia, alla quale hanno preso parte famigliari, amici di lungo corso, compaesani di Malegno e di Grevo, colleghi di lavoro, esponenti della politica locale e del mondo cattolico camuno e bresciano.

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