Una toccante cerimonia, alla presenza di Maria Rosaria Laganà, Prefetto di Brescia, e di numerosi sindaci camuni, ha visto la consegna, a Malonno, di 56 medaglie d’onore ad ex internati della Vallecamonica, fatti prigionieri dopo l’8 settembre 1943.

La scelta di Malonno non è stata casuale: di queste medaglie, trenta sono state consegnate agli eredi di ex internati di Malonno, ma erano presenti anche i famigliari dei Comuni di Darfo Boario Terme, Angolo Terme, Breno, Pian Camuno, Pisogne, Corteno Golgi, Edolo, Gianico, Piancogno, Ono San Pietro e Sonico.

Il discorso di Giovanni Ghirardi

Una cerimonia che ha visto in prima linea la sezione camuna dell’Associazione Nazionale Ex Internati: è stato merito loro il lavoro di ricerca e raccolta della documentazione necessaria per la consegna delle medaglie.

“Una grande partecipazione”, così è stata definita dal Prefetto Laganà durante il suo discorso: a lei, il Comune ha voluto donare in segno di riconoscimento e di collaborazione le antiche chiavi del Municipio. La cerimonia di consegna ha visto Laganà affiancata dai sindaci dei vari Comuni presenti, a cui è seguito un momento di preghiera con don Simone Ziliani nella chiesa di Maria Ausiliatrice.

“Ricordare, tenere viva la memoria diventa estremamente importante, soprattutto in questo periodo storico, con una guerra alle porte dell’Europa”, sono state le parole di Giovanni Ghirardi, sindaco di Malonno, “mai avremmo voluto vedere in televisione le immagini di bambini orfani, strappati alla propria terra, di città rase al suolo. Papa Francesco dice che ‘ogni guerra lascia il mondo peggiore di come lo ha trovato’. Al di sopra di ogni differenza, un elemento che accomuna tutti gli internati era la spersonalizzazione: il prigioniero era immatricolato con un numero che sostituiva il nome. Decine di migliaia di persone persero la vita, coloro che riuscirono a sopravvivere furono segnati a vita, per sempre. Furono centinaia anche gli ex internati di Malonno e della Vallecamonica che vogliamo ricordare”.

“Siamo orgogliosi e grati”, ha proseguito il sindaco, “a chi ha donato la vita per permettere a tutti noi di vivere in un Paese fondato sulla democrazia, l’uguaglianza e la libertà. La conoscenza, il ricordo e la commemorazione sono il seme della nuova vita, per la collettività ma soprattutto per le nuove generazioni che dovranno scrivere nuovi ed importanti capitoli della nostra Storia”. Il primo cittadino ha poi voluto chiudere il suo discorso leggendo la poesia “Promemoria” di Gianni Rodari, che contiene un forte messaggio contro la guerra.

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