Ci sono voluti solo 69 giorni per vedere il reparto tessitura della Feltri Marone rimettersi in moto.

 

E’ avvenuto lunedì mattina e, nonostante si trattasse solo di un test, in azienda non si può contenere la soddisfazione. Il rogo del 22 aprile scorso aveva distrutto 7.600 metri quadri di fabbrica, costringendo anche Trenord a bloccare il passaggio dei treni nel tratto da Pisogne a Sale Marasino a causa di un muro pericolante, abbattuto a maggio. Altri 7.000 metri quadri, invece, dovranno essere bonificati.

Le macchine vanno regolate nuovamente, ma dall’azienda assicurano che se i primi risultati saranno buoni, potranno già essere venduti. Merito di questa ripresa a tempi record è dei dipendenti, che non si sono mai persi d’animo, e di Paolo Franchi, presidente dell’azienda, ora consapevole che la Feltri avrà bisogno di ammodernamenti dal punto di vista della logistica e dell’antisismica.

Il lavoro, però, non si fermerà: a Costa Volpino ci sarà una fabbrica temporanea, dove si effettueranno le lavorazioni non ancora possibili a Marone. In un anno e mezzo, però, i lavori di sistemazione dovrebbero essere completati.

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