Non capita sempre che un’Amministrazione Comunale faccia un passio indietro sull’aumento delle tasse. A Marone, invece, è successo: ad inizio maggio, durante un Consiglio Comunale, era stata votata una delibera che imponeva un aumento dell’Imu dall’8,6 al 9,35 per mille.

Un aumento che si era reso necessario a causa dell’aumento dei costi legati all’energia ed al metano, che avevano creato la necessità di reperire 45mila euro. Alessio Rinaldi, sindaco del paese, aveva promesso che se dallo Stato fossero giunti dei finanziamenti per far fronte al caro-energia il Comune avrebbe fatto marcia indietro.

E così è stato: non appena dal Governo sono giunti i 26mila euro promessi, tramite un altro Consiglio Comunale l’Imu è stata riportata all’8,6 per mille. Una mossa che ha trovato il consenso anche da parte della minoranza “Oltre”. I restanti 19mila euro necessari saranno invece recuperati dai dividendi della centralina idroelettrica della Sebino Servizi, società partecipata del Comune.

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