Si celebreranno martedì alle 15 a Verona i funerali di Francesco Rota Nodari, l’alpinista bergamasco deceduto sabato mattina dopo una tragica caduta sulla nuova via della Corna Rossa, nel gruppo della Concarena.

Il 40enne bergamasco, sposato e con due figli piccoli, abitava infatti da molti anni nella città scaligera.

Quella che avrebbe dovuto essere la prima ripetizione della via “Gocce di Felicità”, aperta solo una settimana fa da Mattia Pagliaro e Mirko Sbardellati, si è trasformata in tragedia.

Un pezzo di roccia che cede, il chiodo che si stacca, il salto nel vuoto che non lascia scampo.

Tutto davanti allo sguardo terrorizzato e impotente della compagna di scalata, che non ha potuto far altro che lanciare l’allarme ai soccorritori, intervenuti con le squadre territoriali della Stazione di Breno e di Media Valle della V Delegazione Bresciana del CNSAS.

In quota c’erano nebbia e nevischio sabato mattina, ma poi l’elicottero è riuscito a raggiungere il posto dell’incidente, con l’équipe medica e i tecnici del soccorso alpino.

Ingegnere ambientale e ricercatore del Politecnico di Milano, Francesco Rota Nodari era stato l’alpinista più giovane ad entrare nel Club4000, il circolo riservato a chi è riuscito a scalare tutte le 82 vette che compongono la corona alpina e che superano i 4000 metri.

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