RETTIFICA: la donna vittima della truffa di cui parliamo in questo articolo non è una 70enne ungherese residente ad Iseo (come precedentemente riportato dalla stampa locale), ma una donna di origine ungheresi, cittadina italiana da oltre 70 anni, nubile e residente a Brescia.

Con la finta notizia di un fascicolo aperto a suo carico, è riuscito a spillarle quasi 200mila euro in tre anni, dal 2015 al 2018. La vittima di questa maxi truffa è una donna di origine ungherese ma residente a Brescia, nubile.

L’artefice, invece, è un 65enne originario della provincia di Frosinone ma da tempo residente nella provincia di Brescia: l’uomo, nel 2015, ha avvicinato la donna facendole credere, con la giusta dose di dettagli, di essere coinvolta in un’inchiesta aperta a Roma per spaccio di droga, che avrebbe coinvolto lei ed un suo ex coinquilino.

Una situazione complicata, che però il 65enne si sarebbe offerto di seguire, aiutando così la donna ad uscirne pulita; dietro, ovviamente, una serie di versamenti in denaro, necessari per pagare le spese legali di un avvocato romano con cui lui avrebbe fatto da mediatore.

La donna, spaventata, non solo ha iniziato a pagare, ma ha anche seguito il consiglio dell’uomo di non rivelare nulla a nessuno, in quanto le vicende avrebbero riguardato “segreti di Stato” e dire qualcosa a qualcuno le avrebbe fatto perdere tutti i privilegi che lui le stava garantendo.

Dopo tre anni e la somma di 199.775 euro versati, però, alla vittima non arrivavano ancora notizie: ha deciso così di confidarsi con i suoi cari. E’ così partita l’indagine, chiusa pochi giorni fa dal sostituto procuratore: ora il 65enne ha una ventina di giorni per depositare una memoria difensiva o chiedere di essere ascoltato dal Pm prima della richiesta di rinvio a giudizio.

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