Anche in Vallecamonica è emergenza medici di base. Sono sempre di meno, infatti, i dottori che decidono di aprire degli ambulatori nei paesi, impedendo così il naturale ricambio che dovrebbe vedere nuove leve prendere il posto dei medici pronti alla pensione. 

Nel 2019 i posti offerti sono stati 28, ma solo cinque sono stati assegnati. Una situazione che ha visto in difficoltà, nei mesi scorsi, Cevo e Saviore dell’Adamello, dove però è arrivato un medico milanese che ha deciso di concludere lì la sua carriera.

A Gianico, invece, la carenza è stata in parte risolta con la nomina a fine gennaio di due giovani professionisti. La situazione, ora, è critica a Breno, dove con il pensionamento del Dr. Giovanmaria Milesi numerosi residenti si troveranno senza un sostituto e con nessun medico dei paesi vicini intenzionato a spostarsi.

L’Ats della Montagna ha avviato un polo per la formazione di medici in specializzazione: ad aprile partirà il nuovo corso. “Abbiamo vagliato tutte le possibilità”, ha detto al Giornale di Brescia Lorella Cecconami, direttore generale dell’Ats, ‘è un’emergenza nazionale, ma è ovvio che a soffrire di più sono le periferie”.

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